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Fringe benefit in busta paga: esempi pratici e come si calcolano nel 2026
Fringe benefit in busta paga: esempi pratici e come si calcolano nel 2026

Fringe benefit in busta paga: esempi pratici e come si calcolano nel 2026

Nel 2026 i fringe benefit in busta paga restano uno strumento efficace e concreto per aumentare il valore percepito della retribuzione senza intaccare il lordo. Ma c’è una regola che HR, imprenditori e consulenti non possono permettersi di sbagliare: se il dipendente supera la soglia annuale di esenzione diventa imponibile l’intero importo del benefit. Per questo serve chiarezza, esempi pratici e una gestione payroll molto ordinata.

Indice dei Contenuti

Tabella rapida: i dati chiave da sapere subito

Nel 2026 la soglia ordinaria prevista dal TUIR resta 258,23 euro, ma per il triennio 2025-2027 il limite di non imponibilità dei fringe benefit è stato derogato a 1.000 euro per tutti i dipendenti e a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

 

TemaDato chiave 2026
Soglia ordinaria TUIR258,23 euro
Soglia agevolata per tutti i dipendenti1.000 euro
Soglia agevolata con figli fiscalmente a carico2.000 euro
Se si supera la sogliasi tassa tutto il benefit

Che cosa significa fringe benefit in busta paga?

Dal punto di vista fiscale, il reddito da lavoro dipendente comprende tutte le somme e i valori percepiti in relazione al rapporto di lavoro. Cosa sono i fringe benefit e quali, in questa logica, rappresentano vantaggi accessori che integrano la retribuzione in denaro: buoni acquisto, auto aziendale, rimborsi di alcune spese, gift card o altri beni e servizi riconosciuti dall’azienda.
In pratica, quando si parla di fringe benefit in busta paga, si parla di valori che possono comparire nel cedolino come voce figurativa, come rimborso non imponibile oppure come voce imponibile che aumenta la base fiscale e contributiva e concorrono alla formazione del reddito (se si superano le soglie di esenzione). 

La differenza la fanno il tipo di benefit, la modalità di erogazione e soprattutto il totale annuo già riconosciuto al dipendente.

Quali sono i limiti dei fringe benefit nel 2026?

La soglia 2026 è 1.000 o 2.000 euro?

La risposta corretta è: dipende. Nel 2026 valgono ancora le soglie agevolate previste per il triennio 2025, 2026 e 2027: 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti e 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

 

Chi ha diritto al limite maggiorato con figli fiscalmente a carico?

Per accedere al limite di 2.000 euro, il dipendente deve avere figli fiscalmente a carico e comunicarlo al datore di lavoro. In generale, i limiti di reddito dei figli perché siano considerati fiscalmente a carico sono 4.000 euro fino a 24 anni e 2.840,51 euro negli altri casi; inoltre, la verifica del requisito va fatta con riferimento al 31 dicembre dell’anno d’imposta.

 

Cosa succede se si supera la soglia annuale?

Se il valore complessivo dei fringe benefit supera il limite applicabile, la tassazione ordinaria colpisce l’intero ammontare e non solo la parte eccedente. È il motivo per cui una gestione “a pezzi” durante l’anno può trasformarsi in un conguaglio pesante a novembre o dicembre.

 

Fino a quando conta un benefit erogato a cavallo d’anno?

Il TUIR prevede che si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche i valori corrisposti dal datore di lavoro entro il 12 gennaio dell’anno successivo. In pratica, per il 2026 anche il timing di erogazione pesa molto nel conteggio finale della soglia.

Quali fringe benefit possono comparire in busta paga?

Nel 2026, dentro il perimetro dei fringe benefit possono rientrare diversi strumenti molto usati nelle aziende: gift card, buoni acquisto, beni e servizi messi a disposizione dal datore di lavoro, ma anche rimborsi per utenze domestiche, affitto della prima casa e interessi passivi sul mutuo della prima casa.

Questo è il punto pratico da ricordare: non tutto ciò che passa in un piano welfare funziona allo stesso modo. I fringe benefit hanno regole e soglie specifiche e una logica diversa rispetto ad altre prestazioni di welfare aziendale totalmente escluse da imposizione, come ad esempio i buoni pasto.

Come si legge il fringe benefit nel cedolino?

In busta paga, il fringe benefit può comparire in modi diversi.

 

  • come voce figurativa, se l’azienda vuole rendere trasparente un benefit erogato, non influisce sul calcolo dello stipendio netto;
  • come rimborso non imponibile, se il benefit rientra nei limiti e nei requisiti di esenzione;
  • come voce imponibile, se supera la soglia di esenzione o non rispetta le condizioni previste.
  • test

 

Il punto da spiegare in modo esaustivo anche al dipendente è questo: un fringe benefit non coincide sempre con “più netto”. Se resta esente, il vantaggio è pieno; se invece diventa imponibile e contribuisce interamente a formare i reddito, il lavoratore riceve comunque il bene o il rimborso, ma il cedolino registra più imponibile e quindi più trattenute.

Fringe benefit in busta paga: esempi pratici di calcolo 2026

Esempio n. 1: rimborso bollette sotto soglia

Scenario:

  • retribuzione lorda mensile: 2.000 euro
  • fringe benefit già ricevuti nell’anno: 0 euro
  • rimborso utenze in cedolino: 300 euro
  • dipendente senza figli fiscalmente a carico
  • test

 

Poiché il totale annuo dei fringe benefit è 300 euro, il dipendente resta sotto la soglia di 1.000 euro. In questo caso il rimborso può essere gestito come non imponibile.

 

Voce cedolino Importo
Retribuzione lorda 2.000,00 €
Rimborso utenze fringe benefit non imponibile 300,00 €
Imponibile previdenziale 2.000,00 €
Imponibile fiscale 2.000,00 €

Esempio n. 2: superamento soglia e tassazione dell’intero importo

Scenario:

  • gift card erogata a giugno: 900 euro
  • rimborso affitto prima casa a novembre: 250 euro
  • totale fringe benefit anno: 1.150 euro
  • dipendente senza figli fiscalmente a carico
  • test

 

Qui non si tassa solo la parte oltre i 1.000 euro. Siccome il totale annuo supera la soglia, diventa imponibile l’intero valore di 1.150 euro.

 

Voce cedolino Importo
Retribuzione lorda 2.200,00 €
Fringe benefit imponibile 1.150,00 €
Imponibile previdenziale/fiscale 3.350,00 €

Questo è l’esempio perfetto per spiegare perché il monitoraggio va fatto durante l’anno e non solo a dicembre.

Esempio n. 3: dipendente con figli fiscalmente a carico

Scenario:

  • rimborso utenze: 600 euro
  • buono acquisto: 500 euro
  • rimborso affitto prima casa: 700 euro
  • totale fringe benefit anno: 1.800 euro
  • lavoratore con figlio fiscalmente a carico e comunicazione corretta al datore di lavoro
  • test

 

In questo caso il totale resta sotto la soglia di 2.000 euro, quindi i benefit possono restare non imponibili. Se invece il totale arrivasse, per esempio, a 2.050 euro, l’intero importo diverrebbe imponibile.

 

Voce cedolino Importo
Retribuzione lorda 2.200,00 €
Fringe benefit imponibile 1.150,00 €
Imponibile previdenziale/fiscale 3.350,00 €

Esempio n. 4: auto aziendale in uso promiscuo

Per i veicoli di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, il valore del fringe benefit imponibile si determina applicando il 50% del costo chilometrico annuo da tabelle ACI, al netto di quanto eventualmente trattenuto al dipendente; la percentuale scende al 20% per gli ibridi plug-in e al 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica. L’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito l’esistenza di un regime transitorio per alcuni veicoli ordinati entro fine 2024 e consegnati nel primo semestre 2025.

 

Esempio numerico semplificato
Supponiamo un costo convenzionale ACI annuo di 9.000 euro.

 

Tipo di veicoloPercentualeFringe benefit annuo
Veicolo ordinario50%4.500 €
Ibrido plug-in20%1.800 €
Elettrico puro10%900 €

Fringe benefit in busta paga 2026: Esempio di voce in cedolino

Retribuzione lorda2.200,00
Fringe benefit imponibile1.150,00
Imponibile previdenziale3.350,00
Imponibile fiscale3.350,00
Netto in busta: [variabile in base a contributi, IRPEF, addizionali e detrazioni]

Autodichiarazione figli fiscalmente a carico

Per applicare correttamente la soglia maggiorata, il datore di lavoro deve ricevere dal dipendente una comunicazione che attesti il diritto al beneficio e consenta di identificare i figli fiscalmente a carico.
Happily semplifica la gestione dei fringe benefit mettendo a disposizione l’autodichiarazione digitale e monitorando costantemente le soglie di esenzione dei dipendenti, garantendo precisione e conformità normativa.

Quali errori devono evitare aziende, HR e consulenti?

1. Controllare il limite solo a fine anno

Il totale va monitorato per tutto il periodo d’imposta. È la somma complessiva dei fringe benefit erogati nell’anno a determinare se il regime di esenzione regge oppure no.

 

2. Dimenticare la dichiarazione dei figli a carico

La soglia da 2.000 euro non si applica “automaticamente”. Serve una comunicazione corretta del dipendente e una verifica attenta dei requisiti.

 

3. Confondere welfare e fringe benefit

Nel linguaggio comune si usano spesso come sinonimi, ma fiscalmente non sono la stessa cosa. Questo genera errori di impostazione nei piani aziendali e aspettative sbagliate nel cedolino.

 

4. Sottovalutare la documentazione

Bollette, affitto, mutuo, budget figurativi: tutto deve essere coerente con la disciplina fiscale e con la struttura del piano aziendale. Se manca ordine documentale, aumenta il rischio di errori in payroll e contestazioni successive.

Perché i fringe benefit convengono a impresa e lavoratori?

Per l’impresa

I fringe benefit sono una leva utile per migliorare attraction e retention, soprattutto nelle PMI che vogliono rendere il pacchetto retributivo più competitivo senza intervenire solo sul lordo fisso. Se gestiti bene, permettono di distribuire valore in modo più flessibile e più vicino ai bisogni reali delle persone.

 

Per i lavoratori

Dal lato dipendente, il valore percepito è spesso molto concreto: bollette, affitto, mutuo, mobilità, shopping. Quando il benefit resta entro soglia, l’effetto è molto più interessante di una somma equivalente completamente tassata.

 

Per consulenti del lavoro e commercialisti

Qui il valore aggiunto è tecnico: monitoraggio progressivo, corretta lettura delle soglie, gestione delle autodichiarazioni, attenzione al timing di erogazione e capacità di spiegare al cliente perché un benefit può essere esente a luglio e imponibile a dicembre.

Conclusioni

Il punto non è solo offrire un fringe benefit in busta, ma offrirlo bene. Aziende e professionisti non cercano teoria astratta, cercano un modo chiaro per non sbagliare. Nel 2026, la differenza la fanno tre cose: soglia corretta, documentazione corretta e lettura corretta del cedolino.

FAQ - Fringe benefit in busta paga

Appaiono come voce separata, ma non influiscono sul netto in busta se sotto soglia.

Nel 2026 la soglia di non imponibilità è pari a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico, nel triennio 2025-2027.
No. Se si supera la soglia prevista, diventa imponibile l’intero importo dei fringe benefit e non solo la parte eccedente.
Sì. Tra i fringe benefit possono rientrare anche i rimborsi per utenze domestiche, oltre a affitto e interessi sul mutuo della prima casa, nei casi e nei limiti previsti dalla normativa.
La soglia di 2.000 euro spetta ai lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico, da comunicare correttamente al datore di lavoro.
In generale, il limite di reddito è 4.000 euro fino a 24 anni e 2.840,51 euro negli altri casi; la verifica va fatta con riferimento al 31 dicembre dell’anno.
Sì. L’auto aziendale concessa in uso promiscuo genera un fringe benefit imponibile determinato con regole specifiche basate sui costi ACI e sulle percentuali previste dalla normativa vigente.

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