I soldi comprano la felicità?

Molto è stato detto e scritto sul fatto che soldi comprano la felicità, e le conclusioni possono variare radicalmente, a seconda di quale psicologo, economista, o sociologo ascoltiamo. Infatti, molte conclusioni sono confuse e contraddittorie, ma possiamo comunque offrirne alcune basate su dati affidabili.

1. Reddito e la felicità sono significativamente correlati, anche se il rapporto non è così forte come si potrebbe pensare.

In altre parole, è vero che più siamo in alto sulla scala economica, più diciamo di essere felici . In effetti, questo risultato non è affatto sorprendente, dato che non solo l’avere soldi ci dà l’opportunità di acquisire comodità e lussi, ma ci offre un maggiore status sociale e rispetto, più tempo libero, un lavoro appagante, l’accesso a cure sanitarie di qualità superiore, una migliore nutrizione, e una maggiore sicurezza, autonomia e controllo della nostra vita.

Le persone più ricche conducono una vita più sana, hanno i mezzi per trascorrere più tempo con le persone che amano, vivono in quartieri più sicuri e meno affollati, e godono di un “cuscinetto di protezione” nei confronti delle avversità, come la malattia, la disabilità, o il divorzio.
In effetti, è una sorpresa che la correlazione tra il denaro e la felicità individuale non sia più forte di quello che è.

Due precisazioni importanti sono comunque da fare.

In primo luogo, il rapporto tra felicità e denaro vale solo per un certo tipo di felicità. Quando alla gente viene chiesto di considerare quanto felici o soddisfatti sono, in generale le persone con più risorse economiche dicono di esserlo di più rispetto agli intervistati meno abbienti.

Ma quando si chiede una valutazione della felicità in un momento preciso della vita quotidiana, ad esempio, “Quanto felice, stressato, arrabbiato, o triste eri ieri?” i risultati sono indipendenti dallo status finanziario dell’intervistato.

Questo ci dice che il denaro ci rende più felici quando riflettiamo razionalmente ed in generale sulla nostra vita: “Sono felice? Beh, ho molto denaro, quindi devo esserlo”. Ma in realtà ha poco impatto sulle nostre emozioni e benessere quotidiani.

In secondo luogo, che è forse anche più importante, quando psicologi e sociologi discutono la relazione fra denaro e felicità, danno per scontato  che tra i due elementi il denaro sia la causa. Ma ciò che non prendono in considerazione è che potrebbe in realtà essere un effetto. In parole povere: è il denaro che compra la felicità, o è la felicità che porta più denaro?
Ed effettivamente, parecchi studi vanno in questa direzione, suggerendo che le persone più felici sono anche più ottimiste e motivate, quindi più portate a rimboccarsi le maniche per migliorare la propria situazione economica.

2. Il legame tra il denaro e la felicità è molto più forte per le persone più povere che per quelle benestanti.

Quando i nostri bisogni fondamentali di avere una alimentazione adeguata, sicurezza, assistenza sanitaria e casa non sono soddisfatte, un aumento del reddito fa certamente la differenza. Un altro modo di metterla è che il denaro ci rende più felici quando ci impedisce di essere poveri.

Dopo tutto, quelli di noi che hanno poco a livello economico, hanno anche maggiori probabilità di essere sfrattati da casa, soffrire la fame, vivere in un quartiere non sicuro, avere meno risorse per ottenere cure mediche, o non essere in grado di gestire le esigenze pratiche di una malattia o disabilità.

In questi casi, il denaro sicuramente può influire sul benessere psicologico.
Anche un modesto aumento del reddito può alleviare o prevenire molte di queste situazioni avverse. Questo può contribuire a spiegare perché i soldi fanno felici i più poveri, ma… come mai i soldi hanno un effetto relativamente debole sulla felicità delle persone più ricche?

Una risposta è che se il reddito aumenta oltre un certo livello, i suoi effetti positivi (ad esempio, la capacità di volare in prima classe o avere i migliori medici specialisti) possono essere controbilanciati da alcuni effetti negativi.

Ad esempio, la diminuzione del tempo libero (cioè orari di lavoro più lunghi e spostamenti frequenti), aumento dello stress (ad esempio, se la persona è in posizioni di potere, ansie circa gli investimenti o altre grosse responsabilità).

Inoltre, dato che la ricchezza permette alle persone di sperimentare il meglio che la vita ha da offrire, si può ridurre la loro capacità di assaporare i piccoli piaceri della vita .

3. Il legame tra il denaro e la felicità è ancora più forte quando le nazioni (al contrario degli individui) vengono confrontate.

Quelli di noi che vivono in nazioni più ricche sono molto più felici rispetto alle persone che vivono in nazioni povere .

Una cosa importantissima da tenere in considerazione però, è che le nazioni ricche non solo hanno un PIL superiore a quello delle nazioni più povere. Hanno anche più probabilità di essere caratterizzate da maggiore democrazia, libertà, e parità di diritti, e meno probabilità di avere instabilità politica o corruzione.

Di conseguenza, non è chiaro cosa realmente causa il rapporto tra ricchezza e felicità a livello nazionale.

4. In generale, nei Paesi già benestanti, all’aumentare del reddito non sembra corrispondere un aumento del livello di felicità.

In primo luogo, a redditi più elevati corrispondono aspettative più elevate, in modo tale che consideriamo necessario, quello che un tempo consideravamo stravagante o opzionale (come ad esempio vacanze di lusso, seconda auto, etc). In secondo luogo, i redditi alti forzano un cambiamento delle aspettative sociali nei nostri confronti, in modo tale che tendiamo a paragonarci a persone che hanno più di noi.
Se prima desideravamo un telefonino come quello del vicino, adesso desideriamo un elicottero come quello del nuovo (e più ricco) vicino.

In poche parole, se c’è una relazione fra denaro e felicità, ciò si riscontra prevalentemente in persone a cui l’aumento di ingressi economici può effettivamente risolvere grossi problemi.