Sei Vulnerabile all’Effetto Hipster?

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Se stai passeggiando in un parco e noti un gruppo di uccelli che becca in mezzo all’erba in cerca di vermi, sai bene cosa accadrebbe se ti avvicinassi troppo: gli uccelli se ne andrebbero via tutti quasi simultaneamente, e nel giro di pochi secondi si muoverebbero come un’unità in una direzione e poi nell’altra, lontano da te, nonostante le tue intenzioni innocue.

Gli uccelli, come innumerevoli altri animali, condividono un senso di gruppo che non solo li allerta del pericolo, ma guida anche le loro azioni in sincronia con lo schema di gruppo.

Ecco una buona domanda: quanto siamo diversi dagli uccelli?

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Prendiamo la stessa domanda, e riformuliamola in modo diverso: se cento hipster iniziassero a ungere la propria barba con cera d’api organica, quanto tempo ci vorrebbe prima che un milione di hipster iniziasse a fare lo stesso?

Per essere onesti, gli hipster, così come tutti noi, sono diversi dagli uccelli in molti modi, ma esiste un “senso di gruppo” insito nella natura umana che può essere accomunato a quello di uccelli, api, formiche e pesci, sebbene per noi la dinamica sia meno reattiva.

Piuttosto che reagire ad una causa immediata, i nostri schemi comportamentali emergono nella forma del conformismo sociale. L’ironia è che, specialmente nelle culture occidentali, ci vantiamo della nostra presunta individualità.

 

Alcuni neuro-scienziati computazionali, interessati a capire i motivi di questo fenomeno nelle comunità umane, hanno scelto gli hipster come soggetto di un recente studio. “Hipster” in questo caso non descrive un particolare gruppo sociale, ma piuttosto quelle persone che hanno una preferenza generica per qualsiasi cosa non faccia parte del cosiddetto “mainstream”.

I ricercatori hanno ipotizzato l’esistenza di un cosiddetto “effetto hipster”, che si stabilisce autonomamente nelle popolazioni umane, indipendentemente da quanto individualistici crediamo di essere, poiché è la stessa individualità a dare avvio al conformismo.

In altre parole, cercare di essere diversi a tutti i costi crea degli schemi di somiglianza. La “moda” dell’anticonformismo diventa una moda di gruppo. Modi di comunicare atipici diventano tipici del gruppo.

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Per testare la teoria in un modo che solo i neuro-scienziati computazionali possono verificare, i ricercatori hanno creato un modello matematico chiamato “gioco di minoranza”, che combina fisica statistica con neuro-scienza predittiva, riguardante il modo in cui il nostro cervello individua e risponde agli schemi.

 

Jonathan Touboul, autore dello studio e neuro-scienziato matematico presso il Collège de France a Parigi, asserisce che il modello mostra qualcosa di essenziale riguardo al modo in cui i membri di un gruppo prendono decisioni che alla fine, sebbene in modo non immediato, risultano nell’uniformità.

“Se prendiamo dei grandi campioni di individui che interagiscono tra loro -siano essi hipster, azionisti di borsa o qualsiasi altro gruppo che sceglie di andare controcorrente rispetto alla maggioranza- ci accorgiamo che, cercando di essere diversi, questi finiranno per fare la stessa cosa nello stesso momento”,

dice Touboul.

“Il motivo di ciò è che occorre del tempo perché l’individuo registri le decisioni degli altri. Non si può essere consapevoli delle decisioni altrui in tempo reale; occorre un po’ di tempo”.

 

Chiamiamolo “sentire lo zeitgeist”, o semplicemente “essere naturalmente intonato”… in qualsiasi modo lo chiamiamo, ciò che accade non cambia: in un arco di tempo sufficientemente lungo, le decisioni anticonformiste conducono al conformismo di gruppo.

 

Tutto ciò ci riporta al comportamento degli uccelli, poiché un’importante implicazione di questo studio è che per quanto gli individui credano o meno di agire contro il mainstream, essi finiscono inevitabilmente per allinearsi agli schemi prevalenti (noi umani le chiamiamo “tendenze”)… proprio come degli uccelli che si muovono in una direzione e poi in un’altra, quasi perfettamente all’unisono.

 

La nostra unicità immaginata è pertanto opinabile, sebbene occorra probabilmente gettare un po’ di luce sul perché le tendenze “alternative” siano in realtà soltanto degli schemi che fioriscono all’interno di vari gruppi sociali.

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Tutte le mode, infatti, sono soltanto degli schemi sociali alternativi, e come tali non sono altro che un differente tipo di conformismo. Passiamo da una moda all’altra, come uccelli sul terreno erboso in cerca di vermi, finché il gruppo non ci segnala di andare avanti… ancora, e ancora, e ancora…

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