Il vero motivo per cui alcuni di noi sono sempre in ritardo

loading...

Articolo pubblicato il 14 novembre 2014 da Adoree Durayappah-Harrison esperta in psicologia positiva applicata nella rivista online “Psychologytoday, 101 modi per crescere“.

Arrivare tardi è stressante ma, per alcuni, è meglio che arrivare in anticipo.

Per una grande percentuale di americani, tre parole accompagnano abitualmente il loro arrivo a una riunione di lavoro, ad una lezione in palestra, ad una cena con gli amici o ad un appuntamento:

“Scusate il ritardo”

loading...

Vi ci ritrovate? E’ stato fatto un importante lavoro sul perché alcuni di noi sono ritardatari cronici. La verità è che ci sono molte ragioni per cui le persone semplicemente non riescono ad arrivare puntuali. Ma sembra ci sia un unico filo che lega il comportamento di tutti i ritardatari cronici, che potrebbe essere la ragione del loro costante attardarsi e che tuttavia è ampliamente sottovalutato:

Le persone sono in ritardo perché non vogliono arrivare puntuali.

Questa è la motivazione alla base del comportamento di chi ha consciamente o inconsciamente il problema di non essere puntuale.

La maggior parte di noi conosce persone che sono sempre puntuali perché odiano essere in ritardo.

Ma proprio come alcune persone temono fare tardi, altri odiano essere in anticipo. Queste persone vogliono arrivare giusto in tempo.

Evitare di arrivare troppo presto, quindi, è un motivo concreto per cui molte persone sono cronicamente in ritardo.

Quando chiedete a qualcuno perché è costantemente in ritardo, molte volte vi spiegherà che non ci sono ragioni precise che spieghino il suo comportamento. Anche se cerca di organizzarsi bene, di dare valore al tempo degli altri, di mettere una sveglia, tende lo stesso a fare tardi. Spesso rientra in quel intervallo – 5, 10 o 15 minuti di ritardo – che non gli impedisce di partecipare all’evento in questione, ma che infastidisce comunque gli altri. Anche se desidera disperatamente correggere questa abitudine, il conflitto tra la motivazione a non essere né in ritardo né in anticipo pone un problema reale.

E’ difficile conciliare queste due aspirazioni in competizione.

Allora perché questo secondo gruppo odia essere in anticipo?

Ci sono varie ragioni. Le più comuni includono:

loading...
  • E’ un comportamento inefficiente. Arrivare in anticipo implica spesso lo starsene seduti senza fare niente. Il tempo passato ad aspettare è tempo sottratto ad altri progetti; il tempo risparmiato è tempo guadagnato.
  • Arrivare prima causa loro del disagio. Si sentono impacciati e in imbarazzo ad aspettare. Potrebbero anche sentirsi come se gli altri li stessero osservando o giudicando, che sia vero o no. Arrivare alcuni minuti prima spesso ci fa sentire orgogliosi e sicuri di noi, ma arrivare troppo presto ci fa sentire stupidi. Abbiamo paura che gli altri possano pensare che non abbiamo una vita di là di quell’evento e non vogliamo che gli altri pensino che il vostro tempo non abbia valore. Prendete ad esempio un appuntamento: se arrivate un po’ prima, vi pare un’ottima cosa. Ma se arrivate troppo presto, subito vi preoccupate di passare per disperati.
  • C’è un costo in termini di opportunità nell’arrivare in un posto in anticipo. Proprio come il tempo degli altri ha un valore e volete rispettarlo essendo puntuali, così anche il vostro tempo ha un valore e potreste usarlo in modo più produttivo invece che in inefficienti attese.
  • A volte arrivare prima non è educato. A volte è meglio non disturbare qualcuno arrivando troppo presto – per dire, a cena da un amico – per cui è preferibile arrivare un po’ in ritardo.

Anche se molti individui vedono l’arrivare prima come una virtù, molti altri no. Arrivare prima, per loro, non ha valore: è una perdita di tempo.

In un articolo del 2020 di USA Today si discute del costo dei ritardi per gli amministratori di azienda. Un esempio ipotetico: se Sanford Weill, al tempo amministratore delegato di Citigroup, arriva con 15 minuti di ritardo ad una riunione con quattro dei suoi assistenti meglio pagati, questo costa alla compagnia 4250 dollari, il prezzo in termini di tempo dei quattro impiegati (e questo nel 2002: pensate a quanto costerebbe oggi un simile ritardo). Allora, un’argomentazione simile può essere applicata al costo di arrivare prima. Se questi quattro impiegati così ben pagati fossero arrivati 15 minuti prima che Weill arrivasse alla riunione, il costo per la compagnia sarebbe stato lo stesso di $ 4250 di tempo sprecato. In entrambi i casi, il tempo è denaro.

Certo, è impossibile arrivare sempre puntuali, dato che non possiamo controllare circostanze esterne come il traffico e le emergenze familiari, perciò l’unico modo di tutelarci è cercare di arrivare nei posti con qualche minuto di anticipo. Questo ci lascia con il problema della motivazione: come può un ritardatario cronico stringere i denti e rischiare, nello sforzo di essere puntuale, di arrivare troppo presto? (Spesso, quando qualcuno arriva in un posto troppo presto, si dice “La prossima volta partirò un pochino dopo.”)

La soluzione per sistemare definitivamente quest’abitudine, allora, non è pensare a dei modi per arrivare puntuali, ma piuttosto pensare a come dare più valore al fatto di arrivare prima. Lo stesso articolo di “USA Today” menziona che l’amministratore della Dell Computer Michael Dell arriva alle riunioni un po’ prima e cerca di fare buon uso di quel tempo in più. Dice nell’articolo, “Ho provato ad arrivare alle riunioni un po’ prima in modo da saggiare lo spirito del team e avere un’opportunità di interagire informalmente con loro prima di immergerci in affari più seri.”

loading...

Rivalutare questo tempo di attesa come qualcosa di valore vi farebbe sentire che il vostro tempo viene impiegato costruttivamente, per il vostro e l’altrui beneficio.

 

loading...