Il tuo corpo ha un odore. E meno male!

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La psicologa italiana Mariella Pazzaglia è convinta che gli odori corporali abbiano una pessima reputazione, che si può evincere sia dalla nostra attitudine nei confronti dell’igiene che dalla mancanza di interesse dimostrato dalla psicologia.

Nell’ultimo numero di Current Directions in Psychological Science, la Pazzaglia spiega che il nostro olfatto, quando utilizzato per sentire gli odori corporali altrui, è un componente fondamentale delle nostre interazioni sociali, ed è complementare alle informazioni ottenute dagli altri sensi come la vista o l’udito.

L’olfatto è uno dei nostri tre canali telerecettivi – cioè quei sensi che ci forniscono informazioni a distanza su un oggetto. Il tatto ed il gusto entrano in azione quando abbiamo l’oggetto in contatto con il nostro corpo, ma la vista, l’udito e l’olfatto ci forniscono informazioni sull’ambiente circostante.

Spesso percepiamo l’odore di una persona ancora prima di vederla o sentirla parlare. Ciò accade perchè la vista e l’udito hanno bisogno di essere attivati dall’attenzione, e se non siamo attenti a ciò che ci circonda possiamo non accorgerci della presenza altrui. Ma l’olfatto è sempre in azione, anche al di fuori della nostra attenzione cosciente.

Infatti, spesso é la sensazione inconscia causata dall’olfatto che ci avverte della presenza di un’altra persona, e ci permette in un secondo momento di attivare l’attenzione auditiva o visuale verso la nuova presenza.

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Ciascuno di noi ha un odore corporale caratteristico, e ciò ci permette di riconoscere i nostri familiari, che hanno un odore simile al nostro. Le persone con odori corporali molto differenti dal nostro vengono rapidamente, ed inconsciamente, identificati come ‘diversi’ – e possibilmente nemici- determinando uno stato di allerta nel nostro cervello.

Gli odori corporali ci forniscono informazioni importanti riguardo la genetica di una persona. Se percepiamo il loro odore come simile al nostro, probabilmente sono parte della nostra famiglia e ci forniranno supporto quando necessario. E se il loro odore è molto differente dal nostro…probabilmente non hanno a cuore il nostro interesse.

Naturalmente, la logica risulta completamente capovolta quando si tratta di accoppiamento. L’idea base della riproduzione sessuale è quella di arricchire il patrimonio genetico della prole con nuovi geni.

La tendenza è quella di evitare l’endogamia, quindi la natura ci spinge ad evitare di accoppiarci con chi emana un odore simile al nostro. Probabilmente gli odori corporali sono il singolo fattore più importante per evitare l’incesto sia tra umani che tra animali.

Gli odori corporali sconosciuti tendono quindi ad essere più attraenti dal punto di vista riproduttivo.

In una serie di esperimenti, un gruppo di giovani uomini portavano sul viso delle maschere chirurgiche mentre venivano mostrate loro delle immagini di visi di donne.

Quando le maschere erano imbevute di profumi a base citrica, l’età delle donne veniva percepita di circa 5 anni inferiore rispetto all’età reale.

E quando le maschere erano imbevute di profumi di fiori e spezie, il peso corporeo delle ragazze veniva valutato in media due chili inferiore a quello reale.

In altre parole, il nostro olfatto riesce ad influenzare in maniera effettiva la percezione visiva.

Le persone che hanno un odore corporale molto diverso dal nostro hanno in generale anche un mix di geni diverso dal nostro, e quindi dei buoni potenziali partner riproduttivi. Ma gli odori corporali forniscono anche indicazioni riguardo l’età, il genere, lo stato di salute, la fertilità ed addirittura la stabilità emotiva della persona – tutti fattori fondamentali al fine di identificare un buon partner.

Ad esempio, gli uomini tendono a valutare fotografi del gentil sesso come molto meno attraenti quando ci si associa l’odore delle lacrime.

Più in generale, tendiamo ad utilizzare, a livello inconscio o meno, gli odori corporali per valutare lo stato emotivo della persona che abbiamo di fronte. L’olfatto ad esempio gioca un ruolo importante nel “contagio emotivo”, situazione in cui lo stato di eccitazione di una persona si estende alle persone parte dello stesso gruppo.

Ed apparentemente, con l’olfatto siamo anche in grado di percepire la paura altrui.

I nostri sensi quindi non vengono mai utilizzati singolarmente, ma il cervello integra le informazioni provenienti da ciascuno di essi per costruire la nostra esperienza cosciente del mondo circostante.

E dato che la maggior parte degli odori vengono percepiti e processati a livello inconscio, in genere non siamo coscienti di quanto il nostro odore sia rilevante nelle interazioni sociali.

 

 

Referenze

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Pazzaglia, M. (2015). Body and odors: not just molecules, after all. Current Directions in Psychological Science, 24, 329-333.

 

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