5 strategie per aiutarti a voltare pagina

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E’ difficile svincolarsi da una relazione o da un lavoro ma l’alternativa è peggiore. Pubblicato l’11 settembre 2014 da Peg Streep in Tech Support Relationships in the digital age.

Per tutta la fede che vi abbiamo riposto, la verità è che rimanere dove si è tende a essere la posizione prevalente negli esseri umani, per via del modo in cui sono stati programmati. Separarsi da qualcuno o qualcosa cui una volta attribuivamo importanza o valore e voltare pagina è molto più duro che rimanerci attaccati.

Se c’è un errore fra i più comuni che spesso commettiamo è restare legati a un lavoro o a una relazione molto dopo la data di scadenza. Fate questo esercizio: paragonare quante volte avete sentito qualcuno dire, “Mi dispiace di non averci investito più tempo” con quanto spesso avete sentito “Avrei dovuto farlo secoli fa.”

Siamo esseri abitudinari, programmati per andare avanti e pensare sempre col senno di poi. Sappiamo che abbiamo bisogno di cambiare aria ma rimaniamo per una miriade di ragioni – abitudine, eccesso di ottimismo, il fatto che preferiamo ciò che conosciamo a scapito di un futuro incerto, la paura di commettere un errore o solo semplice inerzia.

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Cosa possiamo fare per mettere in moto questo processo di cambiamento? Qui ci sono cinque strategie basate sulla ricerca per condurvi dove dovete andare o dove già dovreste essere.

  1. Riconoscere il potere del rinforzo intermittente

Vi siete resi conto che la vostra inclinazione a restare dove siete, di fatto, aumenta quando qualche volta ottenete quello che volete? E’ contro intuitivo ma vero ed ecco perché quando il vostro compagno/coniuge/capo/amico vi dice cosa dovete prima aspettare di sentire o qualche volta fa quello che volete, è più probabile che in voi si accenda la speranza e diate a lui o a lei un’“altra possibilità” o “aspettiate per vedere cosa succede”

In questi momenti, avete bisogno di fermarvi e comprendere che non c’è dietro un risultato permanente, che è solo una fortunata coincidenza, e di smettere di fregarvi da soli. L’ottimismo non è sempre vostro amico. Mettetevi in testa che alcune persone, nelle relazioni, manipolano spesso il partner usando il rinforzo intermittente come mezzo per affermare il loro potere. Non cascateci. Ricordate che meritate di essere trattati e considerati in un modo che vi faccia sentire bene sempre, non solo qualche volta.

  1. Ricordatevi che l’ego è una risorsa limitata.

A dispetto del fatto che ne siamo ossessionati, il multitasking è per la maggior parte un mito. L’unico momento in cui potete fare due cose alla volta in modo consapevole è se uno dei due compiti richiede poca attenzione e scarso sforzo mentale. Si, riuscite a tirare fuori la macchina dal vialetto mentre parlate con il vostro passeggero o a fare una domanda a vostro figlio mentre preparate gli hamburger, ma ecco tutto. Non potete guidare nel traffico a sei corsie mentre accudite vostro figlio neonato, redigere un documento legale o fare una crème brulée mentre state facendo qualcos’altro. Forse ci riuscite perché vi state spremendo un po’ troppo, in senso piuttosto letterale.

La ricerca ha mostrato che il cervello ha capacità limitate quando si tratta di agire – che sia per regolare un pensiero o un’emozione o per prendere una decisione. Potete chiamarla volontà, ego o sé, ma il punto è che è soggetto a esaurimento, come il lavoro di Roy F. Baumeister e altri ha dimostrato. L’esercizio dell’autocontrollo di resistere alla tentazione di un biscotto al cioccolato appena sfornato, per esempio – ha portato i partecipanti ad un esperimento a rinunciare a risolvere degli anagrammi molto più velocemente di quanti non erano stati sottoposti alla stessa tentazione. Allo stesso modo, un altro esperimento ha mostrato che coloro che dovevano compiere delle scelte prima di risolvere gli anagrammi risultavano più stanchi e si arrendevano più velocemente delle persone che non dovevano compiere alcuna scelta. Anche tentare di sopprimere delle emozioni, come ha mostrato un altro esperimento, indeboliva la successiva performance. Quindi, se state pensando di andarvene mentre state anche cercando di risolvere qualche altra situazione della vostra vita, ci sono buone probabilità che non avrete le risorse per farcela. Avete bisogno di concentrare i vostri sforzi in un’unica direzione.

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  1. Smettete di pensare al tempo e alle energie che avete investito.

Come Amos Twersky e Daniel Kahneman hanno dimostrato, gli esseri umani sono notoriamente avversi alla perdita e nel momento stesso in cui il pensiero di lasciare qualcosa entra nella nostra mente, iniziamo automaticamente a fare un inventario di tutto ciò che vi abbiamo investito. A livello razionale non ha molto senso, poiché ripensare a tutto il tempo che abbiamo speso in un lavoro o in un rapporto non ci farà recuperare i giorni, i mesi e gli anni ormai passati e perduti e, cosa più importante, non ci aiuterà a sistemare ciò che rende la situazione insostenibile adesso. Il termine tecnico per questo stile di pensiero è la fallacia del costo irrecuperabile ed è garantito che vi manterrà dove siete più a lungo del dovuto, se non per sempre. Se vi trovate a pensare e a parlare in questo modo, smettetela subito! Invece, concentratevi su quello che potreste fare con il vostro tempo e la vostra energia in un lavoro nuovo o con un’altra persona. Il vecchio proverbio “non serve piangere sul latte versato” è sempre valido.

  1. Attenti alla zona di confort.

A volte, rimaniamo in certe situazioni perché ci sono familiari, replicando schemi di comportamento che abbiamo visto in atto nella nostra famiglia di origine e nell’infanzia. In ogni caso, queste situazioni ci possono rendere profondamente infelici – nonostante il loro nome, non sono davvero confortevoli in nessun senso – ma può essere davvero difficile vedere cosa ci sta facendo rimanere in quel contesto, proprio perché questi vecchi schemi e modi di fare ci sono familiari. Il fatto che il vostro partner non dia importanza ai vostri sentimenti e vi dica che siete iperattivi o troppo sensibili – vi fa sentire infelici ma se non state pensando ad uscire da quella porta, avete bisogno di chiedervi chi altro nella vostra vita vi ha trattato così. Se il vostro ipercritico capo – che scatta ad ogni errore come se aveste commesso un peccato mortale – rende il lavoro un incubo ma se siete ancora lì e non avete ancora aggiornato il curriculum, dovete chiedervi onestamente e direttamente perché siete ancora lì. Scovate cosa c’è di “familiare” nella situazione in cui vi trovate.

Nel bene o nel male, tutti noi tendiamo a gravitare intorno a persone e situazioni che ci fanno sentire “a casa”. Ed è meraviglioso se avete avuto un’infanzia stupenda con genitori e fratelli affettuosi che andavano d’accordo. Se non è così, è veramente facile rimanere impantanati nelle sabbie mobili delle emozioni. Affrontate queste emozioni seguendo le strategie suggerite da Ethan Kross e dai suoi colleghi. Molti di noi tendono a rivivere i nostri momenti di stress emotivo, cosa che crea solo uno tsunami di emozioni e inficia la nostra capacità di reagire. Invece, cercate di riepilogare quello che è accaduto come se lo vedeste dall’esterno o come se accadesse a qualcun altro, questa strategia permette di ripensarci “a freddo”, piuttosto che rivivere l’accaduto “a caldo”. Smettete di farvi il vostro film mentale. Invece di concentrarvi su cosa avete provato, concentratevi sul perché lo avete provato. Permettendo all’intelligenza emotiva di manifestarsi e inducendovi a lavorare sulla comprensione del perché avete reagito alla situazione. Cercate di arrivare al punto in cui potete dire, “Sì, ho capito che quello che ha detto mi ha ferito, non mi meraviglia che io mi sia sentito attaccato e abbia reagito come ho fatto” o “Ha fatto di tutto per rendere la lite sempre più violenta provocandomi” e cose del genere. Un’analisi a mente fredda vi aiuterà a gestire le emozioni che si presentano quando decidete di andarvene.

  1. Prevedete lo stress che andarvene comporterà.

Separarsi da qualcosa è difficile – anche se è quello che volete e di cui avete bisogno e siete convinti che sia la cosa giusta da fare – e dovreste prepararvi a sentire qualcosa di meno gradevole dell’euforia totale. Sentire un qualche sentimento di perdita è davvero inevitabile, anche se la relazione o situazione è stata dannosa o dolorosa. Se la vostra decisione ha degli effetti su altre persone – ad esempio i bambini, se divorziate, lasciate un lavoro ben pagato o una carriera promettente, o vi trasferite con la vostra famiglia – le emozioni saranno certamente più intense, dureranno più a lungo e causeranno più stress. Culturalmente, tendiamo ad essere molto critici nei confronti di coloro che sono abbastanza “egoisti” da pensare a togliersi dai guai quando ci sono altre persone coinvolte, quindi mettetelo in conto potreste sentirvi isolati per la decisione che avete preso. In ogni circostanza, potreste sperimentare un miscuglio di emozioni – sollievo misto ad ansia, speranza e senso di incertezza, giorni buoni e notti cattive. Fate del vostro meglio per esercitare la vostra intelligenza emotiva e lavorate sul comprendere cosa state provando e perché.

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Spesso, rimanere fermi a pensare e rimuginare è più frequente quando si ha l’intento di operare un grande cambiamento nella propria vita. Il lavoro di E.J. Masicampo e Roy F. Baumeister ha mostrato che anche solo pianificare un cambiamento – anche se non si è pronti a metterlo in atto – può farvi scendere dalla giostra di continue e invasive preoccupazioni. Certo, se riuscite davvero a metterlo in atto, questa è la strada migliore, ma anche visualizzare e formulare l’intenzione di agire aiuta ad alleviare lo stress.

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