12 Segni che ti dicono che sei troppo generoso

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Questi segnali di pericolo dovrebbero farti capire che sei troppo generoso e che il tuo aiuto sta diventando controproducente.

 

Per quanto mi riguarda, aiutare e donare sono punti di forza personali. Ma a volte le nostre migliori intenzioni aprono la strada ad un tipo di aiuto disfunzionale. La soluzione non è quella di smettere di aiutare; si tratta piuttosto di porre dei limiti quando si manifestano dei segnali di un aiuto controproducente.

 

E’ sempre più ovvio che il tuo aiuto e la tua generosità alimentano la dipendenza, l’irresponsabilità, l’incompetenza o la debolezza caratteriale. 

Alle volte dobbiamo affrontare il fatto che le nostre buone intenzioni hanno dato frutti negativi. Continuare ad aiutare ed essere generosi in tali condizioni è uno spreco delle nostre risorse, e non è di alcun aiuto. Ricorda che aiutare in modo “sano” significa promuovere la crescita delle altre persone, la loro indipendenza e lo sviluppo del loro potenziale positivo. Un aiuto poco sano (disfunzionale) fa l’esatto opposto. Utilizza le tue energie e le tue risorse per aiutare le persone in modo giusto, così che possano trarne il meglio.

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L’altra persona ha violato numerosi accordi, ha richiesto troppi “salvataggi” e non ha utilizzato il tuo aiuto per comportarsi come aveva promesso. 

A questo punto, è tempo di smettere di crederle o di darle altre opportunità, almeno per ora (una volta appurato che l’altra persona è pronta ad utilizzare il tuo aiuto per fare progressi nella sua vita, potrai provare di nuovo ad aiutarla – se vorrai). Quando le persone utilizzano il tuo aiuto per fuggire continuamente dalle proprie responsabilità, è meglio fare appello alla propria forza per smettere di aiutarle. Continuare a donarsi alle persone che non fanno la propria parte come dovrebbero, è uno spreco, sia di tempo sia di risorse. Continuando, non farai altro che diventare sempre più arrabbiato e risentito.

 

Il tuo aiuto o il tuo donarti stanno impedendo all’altra persona di sviluppare abilità necessarie per la vita o per il lavoro, e la stanno in qualche modo “bloccando” in una fase del proprio sviluppo troppo immatura per la sua età. 

Se aiuti troppo, così facendo rischi di far sì che l’altra persona non riesca a prendersi cura di se stessa o a fare bene il proprio lavoro. Un aiuto poco sano può condannarla a non sviluppare mai le proprie potenzialità. Un aiuto sano, al contrario, promuove l’indipendenza e i progressi nella vita altrui, piuttosto che ritardarli.

 

Il tuo essere d’aiuto o il tuo donarti all’altra persona richiede disonestà o in qualche modo compromette la tua integrità.

Per esempio, inventarsi delle scuse o creare alibi per l’altra persona non sono quasi mai forme di aiuto sano, il quale solitamente non implica bugie o segreti, e non richiede di violare il tuo codice morale.

 

Hai la chiara sensazione che ti stanno manipolando per ottenere il tuo aiuto. 

Alcune volte è ovvio, come quando l’altra persona fa leva sui tuoi sensi di colpa, offrendoti poi una “comoda” opportunità di aiutarla in modo da sentirti meno colpevole. A volte si tratta solo di una sensazione, che ti avvisa di non ascoltare le richieste di aiuto perché non sono poi così sincere. La manipolazione indica che qualcuno ti sta mentendo e vuole sfruttarti: dovresti dare ascolto alle tue sensazioni più profonde. Le possibilità che il tuo aiuto e il tuo donarti siano azioni a breve termine ed abbiano esito positivo, sono con ogni probabilità prossime allo zero.

 

Il tuo aiuto sta diventando per te insostenibile, dati i tuoi mezzi.

Cerca di aiutare gli altri da una posizione confortevole, senza sacrificare la tua salute fisica o mentale, il rispetto che hai per te stesso o le tue risorse finanziarie. Sii disposto a lasciar perdere quelle forme di aiuto che consumano le tue risorse. Rifiuta le possibilità di aiuto o salvataggio che non puoi permetterti. Aiutare in modo sano significa aiutare nei limiti delle tue possibilità.

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La tua relazione con l’altra persona si è deteriorata da quando hai iniziato ad aiutarla, a causa dei sentimenti negativi associati al rapporto di aiuto-concessione. 

L’aiuto e il donarsi in modo sano hanno effetti positivi duraturi sulla relazione. Essi rafforzano la relazione e non la caricano di sbilanciamenti, conflitti, ferite e risentimento, come invece accade nel caso di un aiuto poco o per nulla sano.

 

Il tuo modo di aiutare l’altra persona le sta rendendo più semplice il rimanere fisicamente/psicologicamente malata, l’evitare di ottenere un aiuto qualificato e professionale, l’evitare di prendere le sue medicine o di fare le proprie attività programmate, ecc. 

Riconosci quando i problemi o le difficoltà altrui sono più grandi di te e richiedono assistenza professionale. Non offrire più quel tipo di aiuto che impedisce facilmente agli altri di farsi forza e di gestire autonomamente la propria situazione. Riconosci quando il tuo aiuto non fa altro che sedimentare lo sconforto dell’altra persona quel tanto che basta per demotivarla, impedendole così di cercare l’aiuto professionale di cui ha veramente bisogno. Cerca piuttosto di aiutarla mettendola in contatto con professionisti e risorse adeguate, incoraggiandola a cercare e seguire un trattamento, a fare i suoi esercizi di terapia fisica, ad attenersi alla dieta prescrittale dal medico, a prendere le proprie medicine, a utilizzare le strategie che le hanno insegnato per gestire la propria condizione, ecc. In ogni caso, accetta il fatto che l’altra persona possa non gestire la situazione come invece credi dovrebbe fare, e che si tratta di una scelta e, in definitiva, della sua vita.

 

Il tuo aiuto o il tuo contributo in un ambiente di gruppo fallisce nel promuovere uno spirito cooperativo in cui ci si dovrebbe aiutare a vicenda; al contrario, spinge gli altri a mollare e ti lascia la sensazione di essere stato sfruttato. 

Quando ti accorgi di tale situazione, comunica delicatamente agli altri che ti stai ritirando e stai lasciando spazio agli altri, aiutali nello sviluppo delle loro abilità (mostra loro come fare quelle cose che potrebbero non aver imparato proprio a causa del tuo aiuto), e poi vai per la tua strada.

 

Ti accorgi che quella che doveva essere un’offerta di aiuto modesta e “una tantum” si è tramutata in un indesiderato obbligo a lungo termine che ti opprime o ti sembra difficile da sopportare. 

Questo è il segnale che sei rimasto intrappolato nella rete del tuo stesso aiuto. Ricorda sempre che se hai aiutato in passato, non significa che tu debba farlo per sempre. Non hai firmato nessun documento che ti obbliga a farlo. Se avessi saputo che sarebbe finita così, di certo non avresti acconsentito, quindi non violi alcun impegno e non devi sentirti una brutta persona se ti tiri indietro.

 

Ti trovi in una relazione in cui ti senti sacrificato, e che puzza di “co-dipendenza“. 

Si tratta di una situazione sbilanciata, in cui una persona dona e l’altra riceve in modo sbagliato. Gran parte dell’amore e dell’intimità di tale relazione viene percepita nel seguente contesto: una persona soffre o ha dei problemi, mentre l’altra cerca d
i soccorrerla o risolvere i suoi problemi. Oppure, la relazione riguarda per lo più il fatto che una persona dona in modo eccessivo, mentre l’altra riceve in modo eccessivo.

 

Sei disposto a chiudere un occhio sugli effetti negativi del tuo aiuto, perché ciò ti fa sentire o sembrare una persona “buona”.

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Dovresti smettere di essere troppo generoso e di dare un “aiuto” che non sia veramente utile a chi lo riceve, o che riguardi più che altro il provare a te stesso o agli altri quanto sei buono, come persona o come famigliare, quanto sei altruista o quanto sei generoso.

 

 

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